La storia e la tradizione del famoso

Ballo dei Cento e non più Cento

 

A Casale Monferrato ogni anno si svolge la consueta edizione del “Ballo dei Cento e non più Cento” nello stesso luogo delegatovi da sempre.

L’Accademia Filarmonica, ove ha luogo l’importante evento culturale e sociale ormai divenuto internazionale, venne fondata il 27 novembre 1827 da 83 famiglie, le più nobili e cospicue del Monferrato, ed ha sede dal 1837 in uno dei più begli esempi architettonici del settecento piemontese, Palazzo Gozzani di Treville, iniziato a costruire nel 1730 su disegno di Giovanni Battista Scapitta e ultimato dal nipote Vincenzo.

 

Il Palazzo, al di là della facciata rimaneggiata in età neoclassica dal Bertotti Scamozzi, induce immutata nel tempo in chi varca il portone d’ingresso una inaspettata sensazione di stupore all’aprirsi dell’imponente e scenografico cortile barocco, con le sue volte ricche di affreschi di scuola bibbienesca riproducenti illusori paesaggi dalle prospettive amplificatrici.

Negli splendidi interni di questo gioiello barocco si sono ritrovati alcuni protagonisti della storia risorgimentale italiana e particolarmente gli ultimi Re di Sardegna e tutti i Re d’Italia, nonché i numerosi principi della Dinastia Sabauda, fatto di cui resta eco nei nomi ancora assegnati alle sale.

 

Le origini

 

Nella Casale dell’800 il Ballo di metà Quaresima rappresentava un evento sociale atteso e considerato, ma con l’andare del tempo, seguendo la decadenza della città, l’avvenimento era andato perdendo l’importanza e l’esclusività che lo avevano caratterizzato nel passato.

Ricollegandosi idealmente a quell’evento ogni anno, come allora, si tiene a Casale il Ballo dei 100 e non più 100, nato proprio da quella tradizione del Piemonte risorgimentale che vedeva nell’antica Capitale del Ducato di Monferrato la partecipazione al Ballo di Metà Quaresima di un massimo di 199 persone, a quel tempo scelte fra non più di 100 della Nobiltà e non più di 99 della Borghesia.

 

Il Ballo dei Cento e non più Cento dal 1987

 

I prodromi di questa rivitalizzazione risalgono al 1987, quando il Ballo venne riorganizzato con respiro non più locale, ma nazionale ed europeo, facendo intervenire gli studenti della Tuna del Colegio Major Marqués de l’Ensenada dell’Asociación de Hidalgos e Rai3, che dedicò all’evento la prima puntata della trasmissione “Va’ Pensiero...” di Andrea Barbato.

 

Dietro lo stimolo di numerosi partecipanti, il 25 febbraio 1989 il Ballo riprese nuova vita, tanto da fare apparire attuale il discorso tenuto nel centenario della nascita dell’Accademia Filarmonica dal Prof. Giuseppe Ottolenghi: l’Accademia Filarmonica vuole ricercare le sue origini, mettere in luce le sue patenti e i suoi titoli di nobiltà e ricollegare col presente il passato; ed è in questo divisamento non pure un legittimo sentimento di orgoglio, ma ancora un lodevole desiderio di richiamare alla memoria tempi pieni di pensiero ed azione, giorni in cui la nostra città era una delle più importanti del Piemonte e risplendeva di luce propria, tra le gemme formanti il serto della Corona Sabauda. Giusto vanto di nobiltà della vostra Accademia, come legittimo e lodevole sempre quello di una famiglia che ricerchi, tra le ingiallite carte del passato, le sue antiche glorie e i suoi titoli: poiché della vostra famiglia fu ceppo e decoro quel patriziato monferrino, che aveva addimostrato il suo valore, la sua forza, la sua fede, sui campi di battaglia, nei negozi diplomatici, negli studi, nella pubblica beneficenza, attraverso ad una storia quasi millenaria. E, accanto la nobiltà, la parte più illuminata del clero e quella alta borghesia, operosa, dotta, ansiosa di maggiori libertà e di più equo riconoscimento che la Rivoluzione francese aveva destato vittoriosa e la reazione della Santa Alleanza non avrebbe più potuto fermare nel suo cammino”.

 

Il Ballo dei Cento e non più Cento si avvale di un esclusivo e rigoroso Comitato Promotore, che seleziona in base a determinati requisiti le persone che vengono invitate, o che, tramite membri del Comitato Promotore, chiedono di partecipare.

Non è possibile essere inclusi della lista degli invitati se la segnalazione non è partita dai membri del Comitato Promotore, i quali sono scelti unicamente fra i membri del Circolo dei Cento e non più Cento e dell’Asociación de Hidalgos.

Fra i più validi promotori si devono ricordare: Gianfranco e Roely Santamaria, Paolo e Maria Barbara Vandelli Bulgarelli e Carmine Passalacqua.

 

A parte i tanti esponenti delle Famiglie storiche legate alle vicende della nostra Nazione italiana, sino dalle sue prime edizioni il Ballo dei Cento e non più Cento ha annoverato fra i suoi partecipanti i discendenti di quelle famiglie che regnarono sull’Italia e sull’Europa nei secoli passati.

 

A titolo esemplificativo ricorderemo con piacere che all’edizione 1989 intervennero Cristina ed Inés de Borbon Dos Sicilias, figlie del Presidente dell’Asociación de Hidalgos, e che addirittura Inés de Borbon Dos Sicilias festeggiò nell’occasione il proprio compleanno, spegnendo le 18 candeline di rito collocate sulla torta!

 

da sin. Pier Felice degli Uberti, LL.AA.RR. la Principessa Donna Cristina

e la Principessa Donna Ines de Borbón Dos Sicilias y Orleans

 

L’edizione 1993 vide invece la presenza di Urraca di Borbone Due Sicilie, figlia di Ferdinando Pio, Duca di Calabria e figlio del Conte di Caserta.

Tuttavia la partecipazione di certi personaggi non ha mai intaccato, ma anzi sottolineato ed accentuato, la piacevole e sana atmosfera quasi da “festa in famiglia”.

 

da sin. Maria Loredana degli Uberti, S.A.R. la Principessa Donna Urraca di Borbone Due Sicilie,

Diego de Vargas Machuca

 

Nel 1995, quando per la prima volta dopo tanti anni non si tenne la consueta edizione del Ballo, si levò un coro unanime di proteste contro gli organizzatori, che furono indotti a considerare il Ballo come una ricorrenza obbligata.

 

All’edizione 1997 intervenne per la prima volta Sergio di Iugoslavia, figlio di Alessandro di Iugoslavia e di Maria Pia di Savoia, figlia di Umberto II; l’edizione 1999 vide invece la presenza dell’Ambasciatore Emilio Beladiez Navarro, vice presidente dell’Asociación de Hidalgos ed una sempre più massiccia adesione di personaggi provenienti anche da oltre oceano.

 

Nasce il Circolo dei Cento e non più Cento

 

Su impulso della Junta de Italia de l’Asociación de Hidalgos a Fuero de España nasce il 27 marzo 1999 il Circolo dei Cento e non più Cento con sede a Casale Monferrato, che deriva la sua denominazione proprio dal fatto che per Statuto intende ammettere tra i suoi Soci Fondatori e Ordinari un massimo di 199 famiglie.

 

Il Consiglio Direttivo è composto da:

Presidente: Don Diego de Vargas Machuca;

Consigliere Vice Presidente Anziano: Bianca Maria Rusconi;

Consigliere Vice Presidente: Guglielmo Zavattaro Ardizzi;

Consigliere Direttore: Pier Felice degli Uberti;

Consigliere Segretario-Tesoriere: Maria Loredana Pinotti degli Uberti;

Consiglieri: Carlo Tibaldeschi, Marco Horak;

Collegio Arbitrale: Alberto Giovanelli, Gian Franco Santamaria, Valeria Viale.

 

Come diventare Soci Aggregati e aderire al Circolo dei Cento e non più Cento

 

L’edizione 2000 ha visto riuniti, oltre a Sergio di Iugoslavia, anche Caroline Murat, discendente dal Re di Napoli Gioacchino Murat, e Vittoria di Borbone Parma.

 

L’edizione 2001 ha invece goduto la presenza di Caroline Murat e Walburga d’Asburgo. La nipote dell’ultimo Imperatore d’Austria e Re d’Ungheria, giunta per amicizia dalla Svezia e ripartita all’alba per gli Stati Uniti d’America, ha salutato i presenti con uno splendido discorso:

 

“Cari e Nobili Signore e Signori, è per me un onore essere quest’anno la patrona del Ballo dei Cento e non più di Cento, ospitato in questi bellissimi locali dell’Accademia Filarmonica.

È però anche un piacere essere qui con Voi, nella città di Casale Monferrato, ricca di memorie storiche. E tra le molte che onorano questa bella città, vorrei ricordare gli anni tra il 1533 e il 1536, quando Casale fu direttamente governata dall’imperatore Carlo V. Come sapete, l’anno scorso in tutta Europa si sono tenute le celebrazioni in onore dei cinquecento anni della nascita di Carlo V. Mio padre, Otto d’Asburgo, ha in questa occasione tenuto numerosi discorsi e commemorazioni. Ha visitato la Spagna come l’Italia, l’Austria come la Finlandia, dimostrando come l’Impero di Carlo Quinto fosse già, cinquecento anni fa, la promessa dell’Europa unita che oggi tanto speriamo di realizzare.

La tradizione del Ballo dei Cento e non più di Cento, oggi tornata a vivere grazie alla Junta de Italia de l’Asociación de Hidalgos, si teneva tradizionalmente a metà Quaresima, e raccoglieva cento rappresentanti della Nobiltà e novantanove della borghesia. Con questo si voleva simboleggiare la fusione di una società, che univa alla tradizione della classe nobiliare l’omaggio alle forze vive ed operanti della Nazione, rappresentate dalla borghesia.

Questo Ballo, oggi, ha ancora un significato importante: continua infatti a unire simbolicamente le componenti migliori della società, che una volta erano piemontesi, poi sono state italiane, e ora sono europee.

Al di là della mia modesta persona, al di là del fatto che ho dedicato e dedico le mie energie all’Unione Paneuropea, un’istituzione che da ottanta anni si batte per la realizzazione dell’Europa unita, cristiana e fedele alle proprie tradizioni, la mia presenza quest’anno rappresenta proprio questa nuova dimensione che il Ballo, nell’intenzione dei suoi organizzatori, vuole assumere.

Come nipote dell’ultimo Imperatore d’Austria e re d’Ungheria vorrei ricordare l’importanza di questa tradizione europea, che ci permette di sentirci un popolo unico, in una nazione unica.

Vorrei dunque ringraziare con tutto il mio cuore non soltanto per la splendida organizzazione di questo Ballo, ma anche per averlo abbinato a una nuova iniziativa: la creazione dell’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia. È infatti di fondamentale importanza il ricordare alla società di oggi l’importanza della Famiglia.

La Famiglia è il nucleo primario di quel principio fondamentale della nostra paneuropa, che è il principio di sussidiarietà. La Famiglia è anche il centro motore della civiltà europea, senza il quale essa perderebbe le proprie virtù, che sono quelle del rispetto per la vita umana, a cominciare da chi è vivo nella carne della madre, anche se non è ancora nato.

Si è voluto creare una struttura che, oltre a ricordare questi valori profondamente cristiani, cerca nella comune storia d’Europa le radici della genealogia familiare. Per troppo tempo abbiamo considerato la storia di una famiglia come il prodotto di una storia nazionale, di un orgoglio nazionalista. La storia di una famiglia non ha confini, non conosce lingue nazionali, si estende al di sopra delle frontiere e delle fedi religiose.

Ecco perché, riscoprendo la famiglia, riscopriamo la nostra anima paneuropea.

Ma scusate queste parole forse un po’ troppo serie, che sono comunque un omaggio sentito per gli organizzatori di questa splendida festa.

Per tanti anni in tutta Europa si è parlato di Austria felix. Come Arciduchessa d’Austria credo quindi di avere il buon diritto di dire che anche per tutti noi, al Ballo dei Cento e non più di cento, è venuto il momento di essere felici. Grazie!”

Ai presenti è stato inviato l’estratto della pubblicazione Elenco della Nobiltà Italiana con l’elenco dei partecipanti al Ballo.

 

L’edizione 2002 ha visto la presenza di Walburga d’Asburgo e quella di Carolina Murat.

 

Il 19 ottobre 2002 l’ICOC (International Commission for Orders of Chivalry) ha organizzato un Ballo in Onore di S.A.I.&R. l’Arciduca Otto d’Asburgo in occasione del XC genetliaco dove Walburga d’Asburgo ha letto il seguente discorso: “Care Amiche e cari Amici, permettetemi di chiamarvi cosi, perchè ormai sono diventata di casa qui a Casale Monferrato. Per fortuna il Signor Sindaco nel pomeriggio non si è dimostrato troppo preoccupato per questa invasione asburgica, che vi assicuro essere comunque fatta nel segno della più pura amicizia. Confesso di essere un po', fisicamente, stanca. Sono partita alle 4 della mattina di giovedì dalla Svezia, dove abito. Abito in campagna e da noi ora comincia il buio invernale. C'era perfino la prima neve. E' dunque piacevole venire a godere il sole mediterraneo. devo però dire che l'estate scorsa, mentre voi soffrivate sotto la pioggia, noi in Scandinavia avevamo un sole bellissimo. E' stata l'estate più calda degli ultimi cento anni.

Come vedete, il mondo cambia, tante cose cambiano intorno a noi. Sta cambiando non solo il clima ma anche l'Europa, la nostra patria comune.

Sono venuta in Italia giovedì perché iniziavano le celebrazioni in onore di mio padre, onorato come padre fondatore dell'ideale europeista. Siamo stati a Bologna e poi ora a Casale. Il nostro viaggio italiano è stato bellissimo. E tutto questo grazie all'instancabile organizzazione dei coniugi degli Uberti, ai quali va il più sincero ringraziamento mio e di mio padre.

Abbiamo incontrato tante persone gentili ed entusiaste e abbiamo mangiato molto bene. Ma in nessuna parte d'Italia si beve così bene come qui da voi in Piemonte!

Mio padre, poco fa, si è ritirato. Non offendetevi se non è lui qui a parlarvi. Si è ritirato perché la sua giornata di lavoro inizia domattina molto presto. E mio padre non ha mai saltato una giornata di lavoro. Lavora per l'Europa da settanta anni. Ha vissuto la storia di un continente. Ha conosciuto le persone più importanti della nostra storia moderna.

E' difficile avere un padre così? Come si può chiamare "papà" un libro di storia? Eppure vi assicuro che quella storia che abbiamo vissuto in famiglia era bella ed avvincente. Era non soltanto la storia del passato, ma anche quella dell'avvenire dell'Europa.

Non è un mistero: gli Asburgo hanno perduto tutto dopo la prima guerra mondiale. Qualcuno ogni tanto mi chiede: "ma Walburga, non ti dispiace non vivere alla Hofburg, o nel castello di Scönbrunn"?

No, non mi dispiace affatto. Come principessa imperiale avrei dovuto seguire una certa vita, piegarmi a certi obblighi. Magari sposare un noiosissimo principe. Invece ho potuto sposare il migliore dei mariti, almeno tra quelli svedesi. Posso viaggiare liberamente e i paparazzi non mi disturbano. E soprattutto posso dedicarmi alla dimensione politica, nel senso migliore, rappresentata dal mio lavoro come Segretaria internazionale di paneuropa.

Ma naturalmente, essere un'arciduchessa, ha ancora qualche vantaggio. Ad esempio di essere invitata al più simpatico dei balli italiani “IL BALLO DEI CENTO E NON PIU’ CENTO”, quello che si tiene proprio qui a Casale e del quale io sono Patronessa.

Infatti voglio fin da ora promettervi che sarò qui la prossima volta, se naturalmente non vi ho annoiato con questo mio discorso. Come qualcuno di voi ha notato, il mio italiano migliora di ballo in ballo e di questo sono estremamente grata a Loredana e Pier Felice degli Uberti. Questo modo di imparare l'italiano mi piace molto e si adatta benissimo ad una Asburgo.

Ma ora, a parte gli scherzi, vorrei ringraziare di tutto cuore tutti coloro che in questi tre giorni meravigliosi, a Roma, Bologna e Casale, ci sono stati vicini e soprattutto hanno dimostrato a mio padre, ancora una volta, il calore, l'amore, la passione degli italiani.

Gli Asburgo, vi dicevo, non hanno più nostalgie, ma una resterà sempre.

Rivedere questa vostra bella città e tornare ancora una volta tra voi.

Un brindisi, cari Amici alla salute di Otto d'Asburgo, che il Signore ce lo conservi a lungo!”.

 

L’edizione 2003 ha avuto la presenza di Monika d’Asburgo, Duchessa di Maqueda accompagnata dal marito Luis Maria Gonzaga de Casanova-Cardenas y Barón, Duca di Maqueda, di Madame Monique Koulibaly Kodjo, presidente della Croce Rossa della Costa d’Avorio.

 

L’edizione 2004 ha rivisto la presenza di Walburga d’Asburgo, di Enrique di Bragança, Duca di Coimbra, e di Richard Ghaka Zady, Ambasciatore della Costa d’Avorio.

 

L’edizione 2005 ha avuto la presenza di Duarte e Isabel de Braganza, Monika d’Asburgo, Duchessa di Maqueda accompagnata dal marito Luis Maria Gonzaga de Casanova-Cardenas y Barón, Duca di Maqueda, e della Fanfara dei Bersaglieri.

 

All'edizione 2006 hanno partecipato fra i tanti ospiti: Kigeli V del Rwanda, Enrique di Bragança, Stanislaw W. Dumin, Oleg Shcherbachev dell'Unione della Nobiltà Russa e la Fanfara dei Bersaglieri.

 

All'edizione 2007 hanno partecipato fra i tanti ospiti: Monika d’Asburgo, Duchessa di Maqueda, Enrique di Bragança, Stanislaw W. Dumin, Oleg Shcherbachev dell'Unione della Nobiltà Russa, Teodoro Berkovitz con una delegazione di Vitezi Rend e la Fanfara dei Bersaglieri.

 

 

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