La storia e la tradizione del famoso
Ballo dei Cento e non più Cento
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A Casale Monferrato ogni anno si svolge la consueta edizione del
“Ballo dei Cento e non più Cento” nello stesso luogo delegatovi da
sempre. L’Accademia Filarmonica, ove ha luogo l’importante evento culturale e sociale ormai
divenuto internazionale, venne fondata il 27 novembre 1827 da 83 famiglie, le
più nobili e cospicue del Monferrato, ed ha sede dal Il Palazzo, al di là della facciata rimaneggiata in età neoclassica dal Bertotti Scamozzi, induce immutata nel tempo in chi varca
il portone d’ingresso una inaspettata
sensazione di stupore all’aprirsi dell’imponente e scenografico
cortile barocco, con le sue volte ricche di affreschi di scuola bibbienesca riproducenti
illusori paesaggi dalle prospettive amplificatrici. Negli splendidi interni di questo gioiello barocco si sono ritrovati
alcuni protagonisti della storia risorgimentale italiana e particolarmente
gli ultimi Re di Sardegna e tutti i Re d’Italia, nonché i numerosi
principi della Dinastia Sabauda, fatto di cui resta eco nei nomi ancora
assegnati alle sale. |
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Le origini Nella Casale dell’800 il Ballo di metà Quaresima rappresentava un
evento sociale atteso e considerato, ma con l’andare del tempo,
seguendo la decadenza della città, l’avvenimento era andato perdendo
l’importanza e l’esclusività che lo avevano caratterizzato nel
passato. Ricollegandosi idealmente a quell’evento ogni anno, come allora, si
tiene a Casale il Ballo dei 100 e non più 100, nato proprio da quella
tradizione del Piemonte risorgimentale che vedeva nell’antica Capitale
del Ducato di Monferrato la partecipazione al Ballo di Metà Quaresima di un
massimo di 199 persone, a quel tempo scelte fra non più di 100 della Nobiltà
e non più di 99 della Borghesia. |
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Il Ballo dei Cento e non più Cento dal 1987 I prodromi di questa rivitalizzazione risalgono al 1987, quando il Ballo
venne riorganizzato con respiro non più locale, ma
nazionale ed europeo, facendo intervenire gli studenti della Tuna del Colegio Major Marqués de
l’Ensenada dell’Asociación de Hidalgos
e Rai3, che dedicò all’evento la prima puntata della trasmissione
“Va’ Pensiero...” di Andrea Barbato. Dietro lo stimolo di numerosi partecipanti, il 25 febbraio 1989 il Ballo
riprese nuova vita, tanto da fare apparire attuale il discorso tenuto nel
centenario della nascita dell’Accademia Filarmonica dal Prof. Giuseppe Ottolenghi: “l’Accademia
Filarmonica vuole ricercare le sue origini, mettere in luce le sue patenti e
i suoi titoli di nobiltà e ricollegare col presente il passato; ed è in
questo divisamento non pure un legittimo sentimento di orgoglio, ma ancora un
lodevole desiderio di richiamare alla memoria tempi pieni di pensiero ed
azione, giorni in cui la nostra città era una delle più importanti del
Piemonte e risplendeva di luce propria, tra le gemme formanti il serto della
Corona Sabauda. Giusto vanto di nobiltà della vostra Accademia, come
legittimo e lodevole sempre quello di una famiglia che ricerchi, tra le
ingiallite carte del passato, le sue antiche glorie e i suoi titoli: poiché
della vostra famiglia fu ceppo e decoro quel patriziato monferrino,
che aveva addimostrato il suo valore, la sua forza,
la sua fede, sui campi di battaglia, nei negozi diplomatici, negli studi,
nella pubblica beneficenza, attraverso ad una storia quasi millenaria. E, accanto la nobiltà, la parte più illuminata del clero e
quella alta borghesia, operosa, dotta, ansiosa di maggiori libertà e di più
equo riconoscimento che Il Ballo dei Cento e non più Cento si avvale di un esclusivo e rigoroso Comitato Promotore, che
seleziona in base a determinati requisiti le persone
che vengono invitate, o che, tramite membri del Comitato Promotore, chiedono
di partecipare. Non è possibile essere inclusi della lista degli invitati se la
segnalazione non è partita dai membri del Comitato Promotore, i quali sono
scelti unicamente fra i membri del Circolo dei Cento e non più Cento e
dell’Asociación de Hidalgos. Fra i più validi promotori si devono ricordare: Gianfranco e Roely Santamaria, Paolo
e Maria Barbara Vandelli Bulgarelli e Carmine
Passalacqua. A parte i tanti esponenti delle Famiglie storiche legate alle vicende
della nostra Nazione italiana, sino dalle sue prime edizioni il Ballo dei
Cento e non più Cento ha annoverato fra i suoi partecipanti i discendenti di
quelle famiglie che regnarono sull’Italia e sull’Europa nei
secoli passati. |
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A titolo esemplificativo ricorderemo con piacere che all’edizione
1989 intervennero Cristina ed Inés de Borbon Dos Sicilias,
figlie del Presidente dell’Asociación de Hidalgos, e che addirittura Inés
de Borbon Dos Sicilias festeggiò
nell’occasione il proprio compleanno, spegnendo le 18 candeline di rito
collocate sulla torta!
da sin. Pier Felice
degli Uberti, LL.AA.RR. e L’edizione 1993 vide invece la presenza di Urraca di
Borbone Due Sicilie, figlia di Ferdinando Pio, Duca di Calabria e figlio del Conte di
Caserta. Tuttavia la partecipazione di certi personaggi non ha mai intaccato, ma
anzi sottolineato ed accentuato, la piacevole e sana atmosfera quasi da
“festa in famiglia”.
da sin. Maria Loredana degli Uberti,
S.A.R. Diego de Vargas Machuca Nel 1995, quando per la prima volta dopo tanti anni non
si tenne la consueta edizione del Ballo, si levò un coro unanime di proteste
contro gli organizzatori, che furono indotti a considerare il Ballo come una
ricorrenza obbligata. All’edizione 1997 intervenne per la prima volta Sergio di
Iugoslavia, figlio di Alessandro di Iugoslavia e di Maria Pia di
Savoia, figlia di Umberto II; l’edizione 1999 vide invece la presenza
dell’Ambasciatore Emilio Beladiez
Navarro, vice presidente dell’Asociación
de Hidalgos ed una sempre più massiccia adesione di
personaggi provenienti anche da oltre oceano. |
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Nasce il Circolo dei Cento e non più Cento Su impulso della Junta de Italia de l’Asociación de Hidalgos a Fuero de España nasce il 27
marzo 1999 il Circolo dei Cento e non più Cento con sede a Casale Monferrato, che deriva la sua denominazione proprio
dal fatto che per Statuto intende ammettere tra i suoi Soci Fondatori e
Ordinari un massimo di 199 famiglie. Il Consiglio Direttivo è composto da: Presidente: Don
Diego de Vargas Machuca; Consigliere Vice Presidente Anziano: Bianca Maria Rusconi; Consigliere Vice Presidente: Guglielmo Zavattaro Ardizzi;
Consigliere Direttore: Pier Felice
degli Uberti; Consigliere Segretario-Tesoriere: Maria Loredana Pinotti degli Uberti; Consiglieri: Carlo Tibaldeschi, Marco Horak;
Collegio Arbitrale: Alberto Giovanelli, Gian Franco Santamaria,
Valeria Viale. Come diventare Soci Aggregati e aderire al Circolo dei Cento e non più Cento |
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L’edizione |
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L’edizione “Cari e Nobili Signore e Signori, è per me un
onore essere quest’anno la patrona del Ballo dei Cento e non più di
Cento, ospitato in questi bellissimi locali dell’Accademia Filarmonica.
È però anche un piacere essere qui con Voi, nella città
di Casale Monferrato, ricca di memorie storiche. E tra le molte che onorano
questa bella città, vorrei ricordare gli anni tra il 1533 e il 1536, quando
Casale fu direttamente governata dall’imperatore Carlo V. Come sapete,
l’anno scorso in tutta Europa si sono tenute le celebrazioni in onore
dei cinquecento anni della nascita di Carlo V. Mio padre, Otto
d’Asburgo, ha in questa occasione tenuto numerosi discorsi e
commemorazioni. Ha visitato La tradizione del Ballo dei Cento e non più di Cento, oggi tornata a
vivere grazie alla Junta de Italia de l’Asociación de Hidalgos, si
teneva tradizionalmente a metà Quaresima, e raccoglieva cento rappresentanti
della Nobiltà e novantanove della borghesia. Con questo si voleva
simboleggiare la fusione di una società, che univa alla tradizione della
classe nobiliare l’omaggio alle forze vive ed operanti della Nazione,
rappresentate dalla borghesia. Questo Ballo, oggi, ha ancora un significato
importante: continua infatti a unire simbolicamente
le componenti migliori della società, che una volta erano piemontesi, poi
sono state italiane, e ora sono europee. Al di là della mia modesta persona, al di là del fatto
che ho dedicato e dedico le mie energie all’Unione Paneuropea,
un’istituzione che da ottanta anni si batte per la realizzazione
dell’Europa unita, cristiana e fedele alle proprie tradizioni, la mia
presenza quest’anno rappresenta proprio questa nuova dimensione che il
Ballo, nell’intenzione dei suoi organizzatori, vuole assumere. Come nipote dell’ultimo Imperatore
d’Austria e re d’Ungheria vorrei ricordare l’importanza di
questa tradizione europea, che ci permette di sentirci un popolo unico, in
una nazione unica. Vorrei dunque ringraziare con tutto il mio cuore non
soltanto per la splendida organizzazione di questo Ballo, ma anche per averlo
abbinato a una nuova iniziativa: la creazione dell’Istituto Italiano
per Si è voluto creare una struttura che, oltre a ricordare
questi valori profondamente cristiani, cerca nella comune storia
d’Europa le radici della genealogia familiare. Per troppo tempo abbiamo
considerato la storia di una famiglia come il prodotto di una storia
nazionale, di un orgoglio nazionalista. La storia di una famiglia non ha
confini, non conosce lingue nazionali, si estende al di sopra delle frontiere
e delle fedi religiose. Ecco perché, riscoprendo la famiglia, riscopriamo la
nostra anima paneuropea. Ma scusate queste parole forse un po’ troppo serie, che sono
comunque un omaggio sentito per gli organizzatori di questa splendida festa. Per tanti anni in tutta Europa si è parlato di Austria felix. Come Arciduchessa d’Austria credo quindi di
avere il buon diritto di dire che anche per tutti noi, al Ballo dei Cento e
non più di cento, è venuto il momento di essere felici. Grazie!” Ai presenti è stato inviato l’estratto della pubblicazione Elenco
della Nobiltà Italiana con l’elenco dei partecipanti al Ballo. |
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L’edizione |
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Il 19 ottobre 2002 l’ICOC (International
Commission for Orders of Chivalry)
ha organizzato un Ballo in Onore di S.A.I.&R. l’Arciduca Otto
d’Asburgo in occasione del XC genetliaco dove Walburga
d’Asburgo ha letto il seguente discorso: “Care Amiche e cari Amici, permettetemi di chiamarvi cosi,
perchè ormai sono diventata di casa qui a Casale Monferrato. Per fortuna il
Signor Sindaco nel pomeriggio non si è dimostrato troppo preoccupato per
questa invasione asburgica, che vi assicuro essere comunque fatta nel segno
della più pura amicizia. Confesso di essere un po', fisicamente, stanca. Sono partita alle 4
della mattina di giovedì dalla Svezia, dove abito. Abito in campagna e da noi
ora comincia il buio invernale. C'era perfino la prima neve. E' dunque
piacevole venire a godere il sole mediterraneo. devo
però dire che l'estate scorsa, mentre voi soffrivate sotto la pioggia, noi in
Scandinavia avevamo un sole bellissimo. E' stata l'estate più calda degli
ultimi cento anni. Gli Asburgo, vi dicevo, non
hanno più nostalgie, ma una resterà sempre. Rivedere questa vostra
bella città e tornare ancora una volta tra voi. Un brindisi, cari Amici alla salute di Otto d'Asburgo, che il Signore ce lo conservi a lungo!”. |
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L’edizione |
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L’edizione 2004 ha rivisto la presenza
di Walburga d’Asburgo, di Enrique di Bragança, Duca
di Coimbra, e di Richard Ghaka Zady,
Ambasciatore della Costa d’Avorio. |
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L’edizione 2005 ha avuto la presenza di Duarte e Isabel de Braganza, Monika d’Asburgo, Duchessa di Maqueda accompagnata dal marito Luis Maria Gonzaga de Casanova-Cardenas y Barón, Duca di Maqueda, e della Fanfara dei Bersaglieri.
All'edizione 2006 hanno partecipato fra i tanti ospiti: Kigeli V del Rwanda, Enrique di Bragança, Stanislaw W. Dumin, Oleg Shcherbachev dell'Unione della Nobiltà Russa e la Fanfara dei Bersaglieri.
All'edizione
2007 hanno partecipato fra i tanti ospiti: Monika d’Asburgo,
Duchessa di Maqueda, Enrique di Bragança,
Stanislaw W. Dumin, Oleg
Shcherbachev dell'Unione della Nobiltà Russa, Teodoro Berkovitz con una delegazione di
Vitezi Rend e All'edizione 2008 hanno partecipato fra i
tanti ospiti: Monika
d’Asburgo, Duchessa di Maqueda, Josef d’Asburgo, Principe d’Ungheria
con la consorte Margaretha nata
Principessa von Hoenberg, Enrique di Bragança,
Nguyen Phuoc Edith Gabrielle, Nguyen
Phuoc Mathilde Claire, Stanislaw W. Dumin, Oleg Shcherbachev
dell'Unione della Nobiltà Russa, Teodoro Berkovitz
con una delegazione di Vitezi Rend
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