Casale, Capitale del Monferrato

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Sull'area casalese a destra del Po
era sorto, in epoca ligure o celto-gallica, un
agglomerato che, con il nome Vardagate, divenne "municipium"
romano. Dopo le distruzioni barbariche, ad esso
venne conglobato un centro cristianizzato da S. Evasio, che vi fondò una
chiesetta dedicata a S. Lorenzo. Martirizzato il Santo per decapitazione, il
re longobardo Liutprando concesse che sulla di lui tomba sorgesse la grande
chiesa romanico-lombarda, consacrata nel 1107 da
Papa Pasquale II. |
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Il borgo, che prese nome di Casale di
S. Evasio, fu ghibellino, per i legami del Barbarossa
con lo zio Guglielmo Aleramico, marchese di
Monferrato. |
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Distrutto nel 1215 da vercellesi,
alessandrini, e milanesi, il borgo risorse per esplicita autorizzazione di
Federico II. |
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Sottomesso ai Visconti e poi ai Paleologi di Bisanzio -
successori nel 1305 degli estinti aleramici - venne scelto nel 1464 dal marchese Guglielmo VIII come sua
capitale. |
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Sotto la spinta di questo signore, aperto
ad un vero rinascimento monferrino, che nel 1474
otteneva la creazione della Diocesi, la città si rinnovava ed abbelliva. |
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Da sottolineare l'erezione della chiesa di S. Domenico (per
voto "ad obtinendam prolem")
ultimata dal nipote Guglielmo IX. |
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Questi aveva sposato la principessa francese Anna d'Alençon. |
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Morto l'unico figlio maschio, deceduta la primogenita Maria
promessa e ripudiata da Federico Gonzaga, per il
matrimonio del medesimo con Margherita Paleologa,
secondogenita, il Monferrato passava ai Gonzaga di Mantova. |
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Vincenzo I per difendere il Monferrato
dagli appetiti dei Savoia, faceva costruire nel 1590 una grande cittadella
stellare che per l'intero Seicento resistette agli assedi degli spagnoli,
imperiali e savoiardi. |
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La imprendibile cittadella venne fatta
saltare con le mine nel 1695 per accordi fra le grandi potenze. |
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Per la pace di Utrecht del 1713, il
Monferrato passava ai Savoia. |
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In conseguenza Casale perdeva la supremazia di capitale, venendo spogliata di importanti servizi e autorità. |
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Durante la guerra della Prammatica Sanzione per la successione
al trono d'Austria, Casale venne occupata dai
gallo-ispani nel 1745. Gravi danni derivarono alle chiese ed ai conventi
usati come caserme ed ospedali. |
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Subito dopo Casale fu investita dal vento barocco e per
l'impegno dei nobili borghesi, residui della nobiltà di corte (che comunque
si amalgamò a Torino), nacque un’elegante architettura nelle chiese e
nei palazzi che ancora oggi è ammirata. |
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Arrivò la bufera francese e nell'epoca napoleonica, per
riconoscimento di Bonaparte, Casale ebbe qualche
miglioramento (Tribunale, Liceo, Caserme). |
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Con la ricostruzione dello Stato Sabaudo, Casale fu città di
frontiera. |
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Dopo la sconfitta di Novara, resistette ad oltranza alle
truppe austriache. Nella Seconda Guerra d'Indipendenza fu il fulcro della
strategia franco-piemontese. |
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Alla fine dell'Ottocento Casale divenne "capitale del
cemento" e nel Novecento trasformò le proprie imprese verso il settore
dei frigoriferi e delle macchine da stampa e dei dolciumi. |